Limite quantitativo al subappalto: dall’ANAC proposte modificative per allineare la disciplina nazionale al diritto dell’Unione

Di Irene Picardi – www.appaltiecontratti.it

“ANAC, Atto di segnalazione n. 8 del 13/11/2019, concernente la disciplina del subappalto di cui all’art. 105 del DLgs 18/04/2016, n. 50.

Secondo l’Autorità Nazionale Anticorruzione, in tema di subappalto occorre individuare nuovi equilibri nel bilanciamento fra le esigenze di flessibilità organizzativa ed esecutiva degli operatori incaricati della commessa e di adeguata (e irrinunciabile) prevenzione dei rischi corruttivi. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia sulla mancata conformità della normativa italiana in materia di subaffidamenti al diritto europeo degli appalti pubblici (sez. V, 26/09/2019, causa C-63/18), di cui si è dato conto anche su questo sito nelle scorse settimane [1], si è ingenerata una situazione di profonda confusione fra gli operatori del settore in merito all’individuazione della corretta disciplina da applicare in sede di gara. Le osservazioni dell’Europa si sono concentrate, in particolare, sulla previsione del limite generale – pari al 30% all’epoca della domanda pregiudiziale – fissato per il ricorso al subappalto e rispondente ad esigenze di tutela dell’ordine pubblico. In sintesi, secondo la Corte in presenza di obblighi informativi e di adempimenti procedurali per i quali l’impresa subaffidataria può essere assoggettata a controlli analoghi a quelli previsti per l’impresa aggiudicataria, il limite al subappalto non costituirebbe lo strumento più efficace per assicurare l’integrità del mercato dei contratti pubblici. Infatti, se la stazione appaltante è posta nella condizione di conoscere in anticipo le parti del contratto che si intendono subappaltare, nonché l’identità dei subappaltatori proposti, non vi è ragione per introdurre un limite generalizzato ed astratto per il subappalto. …”

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