Gare & appalti – Il confine delineato dalla giurisprudenza tra offerte migliorative e varianti

Di Maria Teresa Della Vittoria Scarpati – www.appaltiecontratti.it

“Commento alla sentenza del Consiglio di Stato, sez. v, del 8 ottobre 2019, n.6793.

Con la sentenza in epigrafe, il Consiglio di Stato si è pronunciato in merito all’impugnazione di una sentenza di primo grado che aveva ritenuto la proposta dell’aggiudicataria non conforme al disciplinare di gara, in quanto comportava uno stravolgimento del progetto posto a base di gara. Ad avviso del Collegio, invece, ai fini dell’ammissibilità di una determinata offerta, assume rilevanza decisiva la distinzione tra varianti e miglioramenti ai progetti posti a base di gara, dovendosi ritenere ammissibili solamente questi ultimi, sulla base dei presupposti delineati dalla giurisprudenza stessa. Invero, la rilevanza di tale distinzione discende dalla possibilità concessa ai concorrenti di una gara da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa di presentare in sede di offerta una proposta migliorativa che investa gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni dalla stessa Stazione Appaltante e oggetto di valutazione dal punto di vista tecnico (Cons. St., sez. V, 14/05/2018, n. 2853). Da ciò deriva che è possibile considerare proposte migliorative tutte quelle offerte che comportino una valorizzazione dell’opera e contengano precisazioni, integrazioni e migliorie, finalizzate a rendere il progetto posto a base di gara più rispondente alle esigenze e alle necessità dell’Ente committente, senza alternarne l’originaria volontà. …”

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