Arriverà dall’Europa la spinta decisiva per cambiare il Codice appalti?

Di Irene Picardi – www.appaltiecontratti.it

“Fino ad oggi il nostro legislatore non ha ancora individuato neppure il “veicolo” per riscrivere la legislazione sugli appalti, pur dichiarata urgentissima. Nella lettera di costituzione in mora inviata dalla Commissione Europea alle Autorità italiane, Bruxelles ha segnalato (ancora una volta) che alcune disposizioni contenute nel DLgs 50/2016, come modificato dal DLgs n. 56/2017, non appaiono conformi alla corrispondente normativa europea recata dalle direttive 2014/23/UE sulle concessioni, 2014/24/UE sugli appalti pubblici e 2014/25/UE sui cc.dd. settori esclusi. Lo Stato italiano avrà solamente due mesi per formulare le proprie osservazioni, prima che la Commissione prosegua la procedura di infrazione mediante l’adozione del parere motivato e l’eventuale proposizione del ricorso dinnanzi alla Corte di Giustizia (art. 258 TFUE). Le contestazioni di Bruxelles potrebbero assumere una certa rilevanza soprattutto in vista della annunciata stagione di riforme che coinvolgerà il Codice dei Contratti Pubblici, dopo l’occasione mancata del decreto legge “semplificazioni” (DL 135/2018, convertito con modificazioni dalla L. 12/2019) che si è limitato a riscrivere il solo art. 80, comma 5, lett. c) del DLgs 50/2016. Tale disposizione, nella sua versione originaria, è anche fra le norme interne ritenute incompatibili con il diritto europeo degli appalti pubblici, unitamente al precedente art. 80, comma 4. La maggior parte delle osservazioni hanno, però, ad oggetto la disciplina del subappalto, già esaminata negli stessi termini dalla Commissione nel marzo del 2017, e quella relativa all’istituto dell’avvalimento. …”

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