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Come gestire e valorizzare il patrimonio culturale: il caso dell’Ospedale S. Giovanni di Roma

di Paola Conio, coordinatrice tematica Patrimoni PA net

E’ noto come l’Italia  sia caratterizzata dalla presenza di un vastissimo patrimonio culturale, estremamente vario e diversificato, che attraversa epoche succedutesi nell’arco di millenni.

Proprio la diffusione e la capillarità dei beni culturali esistenti sul nostro territorio ha, probabilmente, contribuito a far sì che molti immobili di pregio storico artistico – soprattutto di proprietà pubblica – fossero nel corso del tempo destinati ad accogliere le più varie funzioni, dalle sedi di alta rappresentanza di istituzioni pubbliche, agli edifici scolastici e universitari, sino addirittura ad ospitare processi produttivi (si pensi ad alcuni immobili storici utilizzati nella manifattura dei tabacchi o agli studi televisivi nello splendido Palazzo Labia affrescato dal Tiepolo a Venezia).

Tra i casi maggiormente interessanti e complessi, vi è sicuramente quello degli “Ospedali storici”,  complessi di notevole rilevanza storico artistica nell’ambito dei quali si trova allocata una delle funzioni pubbliche più delicate: la tutela della salute.

L’essenzialità di tale ultima funzione, necessariamente pone in una posizione recessiva – anche sotto il profilo dell’allocazione delle risorse finanziarie, ormai endemicamente scarse –  ogni altra esigenza, ivi inclusa quella della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.

Le aziende che hanno in proprietà o in gestione questo patrimonio si trovano schiacciate tra la necessità di dedicare le proprie energie alla mission istituzionale e l’esigenza di garantire la conservazione del patrimonio stesso secondo le indicazioni provenienti dai competenti organi di tutela, con il rischio che quest’ultimo finisca per divenire un peso anziché una straordinaria opportunità.

Diventa, quindi, ineludibile pensare alla Partnership Pubblico-Privata come una possibile risposta alle esigenze complesse di gestione e valorizzazione di questi patrimoni.

L’iniziativa dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni – Addolorata

L’Azienda Ospedaliera gestisce uno dei più importanti “Ospedali Storici” romani, il complesso ospedaliero S.Giovanni – Addolorata, che sorge nell’area del Laterano ed è custode di beni rilevantissimi sotto il profilo archeologico, storico e artistico.

Per garantirne l’adeguata tutela e valorizzazione, senza distogliere risorse dalla cruciale mission istituzionale, l’Azienda ha ritenuto opportuno intraprendere un percorso innovativo finalizzato all’affidamento in concessione della gestione e valorizzazione del complessivo patrimonio storico artistico dalla medesima detenuto.

Lo strumento che verrà utilizzato, quindi, è quello della concessione, disciplinata dagli artt. 164 e ss. del Codice dei Contratti pubblici e, in particolare, della concessione “mista” di servizi e lavori, con prevalenza dei primi e accessorietà dei secondi.

La procedura

Ai sensi dell’art. 166 del codice contratti, le amministrazioni sono libere di organizzare la procedura per la scelta del concessionario, fatto salvo il rispetto delle norme di cui alla terza parte del codice stesso, come meglio ritengono opportuno, decidendo liberamente quale sia il modo migliore per gestire l’esecuzione dei lavori e la prestazione dei servizi per garantire in particolare un elevato livello di qualità, sicurezza ed accessibilità.

Nel caso di specie l’Azienda, che ha richiesto e ottenuto la vigilanza collaborativa dell’ANAC, che consente di avere il supporto preventivo dell’Autorità relativamente alle procedure più innovative e complesse, ha optato per una delle procedure di nuova introduzione da parte delle recenti direttive europee: la procedura competitiva con negoziazione.

Si tratta di uno strumento che consente efficacemente di contemperare la necessità di garantire ab initio che le offerte presentate dagli operatori economici del mercato siano elaborate nel pieno rispetto dei paletti posti dall’amministrazione concedente in relazione alle caratteristiche della prestazione richiesta – che, nel caso di specie, dovrà tenere conto dei limiti indicati dai competenti organi di tutela in ordine alle funzioni specificamente allocabili all’interno del patrimonio oggetto di gestione – con l’esigenza di poter negoziare con gli aspiranti concessionari i vari aspetti delle offerte medesime.

La procedura competitiva con negoziazione è esperibile, ai sensi dell’art. 59 del codice, tra l’altro nel caso in cui siano richieste progettazione o soluzioni innovative o sia necessario esperire preventive negoziazioni a causa di circostanze particolari in relazione alla natura, complessità o impostazione finanziaria e giuridica dell’instaurando rapporto negoziale.

Ancorché l’articolo 59 citato si riferisca all’aggiudicazione degli appalti, non vi è dubbio che le caratteristiche ora menzionate sussistano nel caso dell’affidamento in concessione della gestione e della valorizzazione di un patrimonio così complesso.

La sfida

La sfida rivolta agli operatori economici è quella di saper immaginare – e quindi realizzare – un modello di gestione innovativa del patrimonio storico artistico dell’Azienda, che ne consenta la fruizione pubblica e garantisca, nel rispetto delle imprescindibili esigenze di tutela, la sostenibilità della valorizzazione anche dal punto di vista economico finanziario.

 

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