Ritardi di pagamento – Codice dei contratti: per la Commissione UE non è conforme alla Direttiva 2011/7/UE

Di Paolo Oreto – www.lavoripubblici.it

“Il 7 giugno la Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato sulla non conformità del Codice dei contratti di cui al DLgs n. 50/2016 alla direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento. Nel mese di aprile 2017 l’Italia con il DLgs n. 56/2017 (cosiddetto “decreto correttivo”) ha apportato un innumerevole numero di modifiche al Codice dei contratti e con una delle stesse, in particolare con l’inserimento dell’articolo 113-bis rubricato “Termini per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti”, ha esteso sistematicamente a 45 giorni, decorrenti dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, i tempi per la predisposizione dei certificati di pagamento. Le autorità italiane sostengono che tale ulteriore periodo sia necessario ai fini delle verifiche, anche qualora siano già state svolte nel corso delle diverse fasi di realizzazione delle opere pubbliche. A parere della Commissione europea tale disposizione si configura come una violazione della direttiva sui ritardi di pagamento. La direttiva dispone, infatti, che le autorità pubbliche debbano eseguire i pagamenti non oltre 30 o 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi. …”

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