Il Codice Appalti non piace ai Comuni

Di Redazione Lega Autonomie – www.legautonomie.it

“Il Codice Appalti non soddisfa i Comuni, soprattutto quelli più piccoli che lamentano scarsa semplificazione e difficoltà nel fare ricorso alle centrali uniche appaltanti. Con il risultato che, lungi dal riordinare la materia delle gare pubbliche in ottica trasparenza, il DLgs 50/2016 ha prodotto procedure farraginose che hanno causato la mancata ripresa degli investimenti. È quanto emerge da un’indagine di Legautonomie che a circa due anni dall’approvazione del nuovo Codice dei contratti pubblici ha somministrato agli enti locali un questionario con l’obiettivo di cogliere le valutazioni degli operatori. Al questionario hanno risposto 134 comuni e 2 unioni di Comuni, prevalentemente del Nord. Gli enti si sono lamentati soprattutto delle Centrali uniche appaltanti: il 47% degli intervistati ritiene, infatti, l’esperienza positiva a fronte di un 42% che la ritiene negativa. «Si coglie», ha osservato Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie, ‘in lettura combinata con la richiesta di supporti esterni o di completa esternalizzazione delle procedure di gara, una criticità del nuovo codice: la sfiducia. Sfiducia dei comuni, sottoposti al controllo dell’ANAC, le cui funzioni non hanno migliorato il quadro di riferimento, e sfiducia negli operatori economici, anch’essi soggetti a una serie infinita di controlli in sede di gara’. …”

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