PA imprigionate dal fornitore ICT: ecco le soluzioni anti lock-in

Di Paola Conio – www.agendadigitale.eu

“I fornitori tendono a “bloccare” il cliente intorno alle proprie tecnologie. Con danni però all’amministrazione e ai cittadini. Ora ci sono soluzioni, suggerite da ANAC e AgID, come l’uso di standard, l’analisi del costo del ciclo di vita e il pre commercial procurement. Vediamole. Uno degli ambiti nei quali è più frequente il ricorso per ragioni “tecniche” all’affidamento diretto mediante procedura negoziata non preceduta da bando è senza dubbio quello degli acquisti ICT (Information & Communication Technology), strategici per l’attuazione dell’agenda digitale. L’AIR (Analisi di impatto della regolazione) delle recenti linee guida ANAC n. 8 in materia di affidamento di servizi e forniture ritenuti infungibili, riferisce che, dopo il settore sanitario, quello informatico è l’ambito nel quale l’incidenza di questa tipologia di affidamenti risulta più elevata. La necessità per molte amministrazioni di ricorrere ad un fornitore determinato per l’acquisizione di un servizio o di una fornitura informatica è spesso frutto di originarie scelte inconsapevoli, in forza delle quali le stazioni appaltanti si sono ritrovate “sposate” con un operatore economico senza averne preventivamente e accuratamente valutato le conseguenze. In molti casi l’amministrazione – come in un “matrimonio a prima vista” – è convolata a nozze senza avere sufficienti informazioni, sia in ordine alle possibili scelte alternative, sia relativamente alle condizioni e alla durata dell’unione, sia in merito a quali conseguenze, anche economiche, si sarebbero dovute affrontare nell’ipotesi di un “divorzio”. Questa condizione viene usualmente definita vendor lock-in. …”

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