La salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale: un volano per lo sviluppo urbano sostenibile

Di Claudio Gnessi – www.forumpa.it

“Manca ancora sul piano nazionale, regionale e comunale una volontà politica chiara di incentivare gli strumenti normativi e le attività di sperimentazione che mettano al primo posto la salvaguardia dei patrimoni culturali e ambientali. Nell’immaginario collettivo le città sono, da sempre, il luogo delle opportunità, dello sviluppo sociale, economico, delle idee e della cultura. Un’immagine che spesso si scontra con una realtà ben più dura, fatta di comunità disgregate, ingiustizie sociali, marginalizzazione, esclusione. Criticità che spesso sono più al centro dell’agenda dei city makers, degli innovatori sociali, delle associazioni e dei comitati locali che della politica locale e nazionale. In questo contesto l’Agenda 2030 propone, nel punto 11, una serie di soluzioni possibili per affrontare le sfide che la città contemporanea ha di fronte, in una prospettiva assolutamente condivisibile: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Ma com’è la situazione nelle città e in particolare nelle periferie? Quali strumenti normativi approvati o in corso d’approvazioni sono coerenti con l’Agenda 2030, il punto 11 e in particolare l’azione 11.4 che prevede la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale delle aree urbane? Provo a tracciare un quadro della situazione, rimanendo ancorato all’esperienza romana che conoscono bene con qualche puntatina “fuori porta”. …”

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