L’Energy Management nella Sanità pubblica: tra ritardi e opportunità

Di  Stefano D’Ambrosio, Dario Di Santo, Giuseppe Tomassetti – FMI–Facility Management Italia n. 35

“Il comparto della sanità rappresenta oggi nel nostro paese uno dei settori di più alto valore economico, con un peso stimato in più di 140 miliardi di euro, corrispondente a quasi il 9% dell’intero PIL. In questo quadro, le spese per l’energia possono essere stimate attorno al 5% delle spese totali. Ciò nonostante lo sviluppo e l’adozione di metodologie e prassi proprie dell’Energy Management faticano ancora in termini di diffusione e consolidamento. Pur essendo di norma diversi i criteri di gestione dell’energia e degli impianti energetici tra le aziende sanitarie pubbliche e quelle private, le problematiche di fondo da affrontare risultano comuni, comportando livelli elevati di complessità sia a livello tecnico che contrattuale. A quest’ultimo riguardo, è evidente il ritardo accumulato rispetto a forme contrattuali innovative, che in altri paesi europei risultano invece ormai collaudate e diffuse. Dal quadro della situazione emerge la necessità di dotarsi di competenze tecniche specifiche – come quelle degli Energy Manager – che, pur imposte in numerosi contesti ospedalieri da obblighi legislativi, andrebbero potenziate, sfruttate e valorizzate per conseguire risultati non solo in termini meramente economici, ma anche e soprattutto in termini qualitativi, attraverso l’efficientamento energetico e l’innalzamento del comfort dei diversi utilizzatori dei presìdi sanitari. …”

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