Codice appalti, ecco quali sono gli ostacoli all’attuazione

Di Redazione FPA www.cantieripadigitale.it

“Le aspettative sul nuovo Codice Appalti pubblicato ad aprile 2016 erano e restano enormi: gare più veloci per provare a sbloccare il motore ingrippato degli appalti pubblici e degli investimenti, garantendo nel contempo maggiori garanzie di trasparenza e imparzialità. La pubblicazione del nuovo Codice, pur attesa da tempo, aveva colto in qualche modo tutti di sorpresa, anche perché la scelta di abolire contestualmente il Regolamento applicativo del vecchio testo in assenza di una futura e futuribile soft law, ha provocato una lenta ripresa delle gare, soprattutto per le indecisioni delle Stazioni Appaltanti sugli aspetti procedurali e sul superamento di vecchie regole e abitudini consolidate. Il risultato di questa mancanza di chiarezza e sicurezza sulle regole ha portato al fiorire di procedure sempre diverse e ha prestato il fianco a coloro che, sempre presenti all’interno di ogni istituzione, fanno resistenza passiva al cambiamento con quella che usiamo definire ‘la burocrazia difensiva’: ecco allora buste amministrative della gara contenenti, a fianco del DGUE-Documento di Gara Unico Europeo (e sottolineo unico), una miriade di dichiarazioni aggiuntive; richieste di dichiarazioni in originale firmate prima sul cartaceo e poi digitalmente; contratti a stipula digitale con richiesta di firma contestuale dinnanzi al segretario comunale (portando con sé la macchinetta per la firma digitale in aereo) e innumerevoli altre amenità. Varrebbe un giorno la pena di scrivere un libro di raccolta dei casi più fantasiosi. …”

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