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Industria 4.0 e Facility management, perché il digitale non è una minaccia all’occupazione

di Fabrizio Bolzoni, Presidente Legacoop Servizi

Lo scorso 3 luglio si è tenuta ad Imola l’Assemblea Nazionale delle cooperative industriali di Legacoop produzione e servizi. L’Assemblea è stata un momento significativo, importante per le cooperative industriali, e si è svolta – tra l’altro – nella nuova sala assemblee di una delle associate più importanti, la SACMI di Imola, cooperativa storica ed uno degli emblemi della cooperazione, non solo emiliana ma nazionale.

All’Assemblea hanno preso parte il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e, in collegamento, il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda.

Il responsabile delle cooperative industriali, Maurizio De Santis, ha tracciato un quadro della forte evoluzione in atto nel settore, che avviene all’interno di un comparto manifatturiero nazionale forte, che rappresenta uno dei principali motori dell’economia – in particolare nei segmenti che hanno a che fare con la meccanica, la meccatronica, le macchine utensili … –  e dell’export.

L’innovazione tecnologica, la presenza sempre maggiore di dispositivi elettronici e digitali in ogni attività (De Santis ha portato l’esempio della diffusione, a tutti I livelli, dei sensori, nel lavoro e nella vita quotidiana), sta trasformando con grande velocità il modo di lavorare e di produrre.

Il continuo progresso dei processi di automazione ha dato vita ad un crescente dibattito, soprattutto nelle società più industrializzate, sulla conseguente perdita di posti di lavoro, sull’incertezza che ciò determina nelle persone e in particolare in coloro che non posseggono elevati livelli di qualificazione professionale e scolastica.

Non intendo entrare in questa sede su quest’ultimo tema, molto vasto e molto serio, se non per dire che la nostra natura cooperativa e i principi cui ci ispiriamo non possono che puntare a processi inclusivi, che devono vedere lo sviluppo tecnologico accompagnato da azioni parallele di riqualificazione per I lavoratori che rischiano l’emarginazione o l’espulsione dal mondo del lavoro.

Tuttavia, l’evoluzione verso una produzione e un mondo sempre più digitalizzati, che può rappresentare anche un formidabile miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, non può essere oggetto di consapevole “ostruzionismo”: rischia di essere una illusione l’idea che, rallentando queste dinamiche, si determini in automatico un riallineamento tra crescita e occupazione.

Secondo alcune analisi economiche, è dall’inizio degli anni duemila che è iniziata una divaricazione strutturale tra il livello della crescita complessiva e il livello dell’occupazione, con quest’ultimo che ha iniziato a crescere meno del primo: fino ad allora resisteva un sostanziale parallelismo tra i due indicatori. Di questo, tra l’altro, sembra essere pienamente consapevole il Governo, che attraverso il Ministro Poletti ha esplicitamente fatto riferimento – nel suo intervento in Assemblea – a misure a sostegno dell’occupazione e dei percorsi di riqualificazione; Poletti, inoltre, ha sottolineato la attualità dell’esigenza di sostenere un sistema industriale e produttivo forte, perché non è pensabile – se mai qualcuno l’avesse ipotizzato – che il nostro paese possa vivere solo di terziario (per quanto “avanzato”).

L’Assemblea è stata un momento anche per esprimere una positiva valutazione per le misure adottate dal Governo sul piano fiscale per le aziende che hanno deciso di investire, in particolare attraverso le misure per gli ammortamenti degli investimenti.

Il Ministro Calenda ha parlato della necessità di portare avanti misure coerenti, con un coinvolgimento di tutte le parti sociali, per una attività che possa rappresentare davvero una sorta di piano industriale “paese”.

Il Ministro ha anche riconosciuto il ruolo della cooperazione industriale (nella quale, tra l’altro, diverse sono le esperienze di recupero di realtà in crisi, con la creazione di cooperative tra I dipendenti, con I “worker buy out”), impegnandosi ad integrare la cabina di regia nazionale con un suo rappresentante.

Ma, oltre alle cooperative industriali, occorre sottolineare che il tema generale dell’innovazione (in senso lato, sia di prodotto che di processo), anche nel periodo della crisi, è stato oggetto di grande attenzione da parte – se non di tutte – di molte cooperative, comprese quelle aderenti all’associazione che presiedo.

I segmenti del facility management, della logistica, dell’ecologia – per citarne alcuni – sono ambiti in cui molte nostre cooperative hanno introdotto innovazioni significative, hanno investito massicciamente in formazione e, in molti casi, hanno retto sul mercato della crisi tenendo sul piano occupazionale (in diversi casi implementando il numero degli addetti).

Diverse sono state, in questi anni, le collaborazioni instaurate da nostre cooperative con centri di ricerca e facoltà universitarie, modalità sicuramente non molto diffuse – in precedenza – nel mondo dei servizi. Tutto questo è avvenuto in uno scenario in cui, particolarmente per quanto concerne il facility management – ma non solo – il classico confine tra “servizio” e “produzione” in molti casi si è affievolito, molto spesso intersecato se pensiamo ad ambiti come le costruzioni e le manutenzioni.

Questa è stata una delle ragioni che – insieme ad altre, sia generali (necessità di semplificare la rappresentanza associativa e aumentare la sostenibilità economico/organizzativa) che peculiari della forma cooperativa (la mutualità rappresentata dal lavoro nei settori interessati, identificata nella comune figura del socio lavoratore) – ha portato al progetto di costituzione di “Legacoop Produzione e Servizi”.

Da due anni stiamo lavorando, “Legacoop Servizi” e “Ancpl- Associazione nazionale delle cooperative di produzione e lavoro”, al progetto di un’unica associazione di rappresentanza nell’ambito di Legacoop, la nostra casa madre.

Un primo passaggio importante c’è stato nel novembre del 2016, attraverso un rafforzamento di alcuni piani di collaborazione, ed entro quest’anno nascerà formalmente la nuova associazione, “Legacoop Produzione e Servizi”: cooperative industriali, di costruzioni, di progettazione, di servizi alle imprese e alle comunità avranno uno strumento associativo unitario; un aggregato di oltre 2.500 cooperative e circa 200.000 addetti, di cui la maggioranza “soci lavoratori”.

Una nuova realtà che, compatibilmente con le risorse disponibili e le capacità che sarà in grado di esprimere, intende essere portatrice di una visione più organica e innovativa, senza trascurare le specificità e le esigenze dei singoli comparti.

 

 

 

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