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Le competenze del Rup: perché per gli appalti pubblici c’è bisogno di project manager

di Federico Minelle, Consiglio Scientifico ISIPM e Franco Stolfi, Comitato Direttivo ISIPM

Le linee Guida ANAC di accompagnamento al nuovo Codice degli Appalti individuano nel RUP la figura destinata a svolgere il ruolo di project manager nei contratti di fornitura di beni e/o servizi. Quali sono le conoscenze/competenze necessarie e come acquisirle (con i relativi criteri di attestazione)?

La risposta ora data, immaginando un percorso progressivo di crescita, è quello di una adeguata formazione sulla disciplina del project management. Ma da parte di quali strutture, e con quali criteri queste sono qualificate per dare la necessaria formazione? La SNA come si sta attrezzando? E per i numerosi progetti di innovazione che non transitano attraverso il procurement, non è forse necessaria una analoga preparazione?

 

Recentemente ANAC ha effettuato la consultazione on line per l’aggiornamento della Linea Guida n. 3 di attuazione del D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”, che una volta pubblicata, sulla base delle ultime modifiche al Codice degli Appalti, avrà valore prescrittivo.

Si tratta di aggiustamenti rispetto alla precedente versione, nella quale al RUP si richiedeva, per appalti di particolare complessità, anche la qualifica di Project Manager oltre agli altri requisiti professionali, a conferma della impostazione generale che il RUP debba operare come un vero e proprio project manager. La modifica più rilevante, anche per motivi di fattibilità e di individuazione di quale sia il modello di qualificazione richiesto, ha sostituito tale requisito con la necessità che il RUP abbia ricevuto una adeguata formazione in materia di project management, nel rispetto delle norme e degli standard di conoscenza nazionali ed internazionali. Un’altra modifica riguarda la possibilità per il RUP, non in possesso dei requisiti richiesti dalla linea guida, di avvalersi di personale interno alla stazione appaltante e, in mancanza, di consulenti esterni.

A parere degli autori, il riferimento per la formazione e qualificazione non può che essere la certificazione del “Project Manager”, in conformità alla norma UNI 11648:2016, che si rifà alla norma UNI ISO 21500:2012 (Guidance on project management); si tratta infatti di una certificazione di terza parte rilasciata solo da Organismi accreditati da ACCREDIA

Ѐ tuttavia comprensibile che l’aggiornamento apportato alla Linea Guida n.3 si sia fatto carico della pratica infattibilità di giungere in tempi brevi alla certificazione (o altra qualificazione ufficiale che non sia una mera autodichiarazione) di una così vasta platea di RUP attuali e potenziali.

In effetti, a fronte del determinante ruolo affidato al RUP nel Nuovo Codice degli Appalti, anche la SNA (Scuola Nazionale della Amministrazione) si è già attivata, istituendo una serie di corsi con modalità e-learning, purtroppo per ora concentrati sulle tematiche giuridico-amministrative, senza toccare argomenti attinenti alla disciplina del project management. Ѐ augurabile che questa mancanza venga superata in un prossimo futuro.

L’auspicio nasce non solo dalla esperienza degli autori, che sul tema, proprio per la SNA, hanno svolto formazione simile riguardante l’area ICT (anche questa messa in secondo piano nell’attuale calendario dei corsi), ma anche dalla preoccupazione che, se non disciplinata la formazione dei RUP sul project management possa essere affidata “a pioggia” dalle singole Amministrazioni, a soggetti/organizzazioni non adeguatamente preparati o, se vogliamo dirla in modo più chiaro, orientati secondo una propria impostazione che, pur quando ispirata ad associazioni di riferimento di stampo internazionale (e questo non sarebbe di per sé un difetto), potrebbe non considerare tutti gli aspetti specifici della PA italiana e in particolare del nostro Codice degli Appalti.

Se consideriamo il tema delle competenze nel project management all’interno della PA, e per ora limitandoci all’area ICT sopra accennata, che già presenta delle importanti realtà di eccellenza (almeno a livello centrale), in una recente nota l’On. Coppola (referente di una apposita Commissione Parlamentare sull’ICT nella PA e docente di Informatica alla Università di Udine), ha rilevato la scarsa formazione dei dirigenti ICT in vari campi ed anche nel project management. Pur non avendo statistiche similari in altri settori (si pensi p.e. alle opere civili/infrastrutturali), la percezione è che anche in tali campi la situazione non sia migliore, con le dovute e meritorie eccezioni.

Quindi, sarebbe auspicabile che l’attività di formazione dei RUP sul project management (obbligatoria per svolgere tale ruolo) venisse presa al più presto in carico dalla SNA, eventualmente in collaborazione con le Università (come già avviene con successo in altri campi).

Se si riflette poi su tutte le attività di procurement, che precedono la aggiudicazione della gara e la firma del contratto di appalto, ci si rende conto che le problematiche da affrontare sono anch’esse inquadrabili in una logica di progetto e quindi più efficacemente svolgibili applicando la disciplina del project management. Basti pensare alla attività per la preparazione della documentazione di gara che da una parte deve essere concepita in modo da tradurre correttamente le esigenze dell’Amministrazione in requisiti della fornitura, e dall’altra deve essere prodotta nei tempi giusti per non impattare sulla tempistica della procedura negoziale. La stessa tempistica della fornitura richiede di essere gestita accuratamente per arrivare alla contrattualizzazione nei tempi desiderati, spesso vincolati da scadenze contrattuali e dall’avvicendamento di fornitori.

Quello dei tempi delle procedure di gara è un tema molto importante: non è possibile che per la realizzazione di un contratto avente il respiro di qualche anno, ci debbano volere quasi 2 anni, come spesso capita, per arrivare all’inizio dei lavori, partendo dalla prima idea progettuale. Senza parlare dei ricorsi (TAR, Consiglio di stato e sospensive varie), sempre in agguato.

Al di la degli aspetti patologici connessi ai ricorsi, in effetti, un problema generalmente rilevato nella PA è lo scarso coinvolgimento (commitment) dei dirigenti ad alto livello e la scarsa attitudine a considerare e a trattare il procurement stesso come un progetto.

Fin qui le riflessioni fatte hanno riguardato l’ambito degli Appalti, ed è comprensibile, visti i valori in gioco. Ma che dire degli innumerevoli progetti autonomamente attivati all’interno della PA, senza che sia richiesta una procedura di appalto esterno? Qualsiasi innovazione passa attraverso un progetto e l’assegnazione di un suo responsabile, anche se spesso non gli viene dato il nome di project manager (ma le responsabilità certamente sì.)

Anche per questi progetti (e sono tanti e rilevanti) sarebbe utile la indubbia efficienza che la disciplina del project management può apportare per il miglioramento nella efficacia, cioè nel valore per gli utilizzatori del risultato del progetto di innovazione.

Si pensi ad una riorganizzazione degli uffici o meglio dei servizi resi, all’ampliamento della platea dei beneficiari, alla revisione dei procedimenti amministrativi: tutti elementi portatori di una crescita della performance o di una riduzione dei costi, comunque misurata.

In conclusione, l’auspicio è che, oltre ai punti di attenzione legati alle competenze del RUP in presenza di Appalti, si diffonda sempre di più l’uso della disciplina del project management in tutte le attività della PA, magari anche attraverso la creazione di strutture organizzative quali il PMO (Project/Program Management Office) finalizzate a definire standard, a supportare i project manager e a facilitare l’adozione delle metodiche e delle tecniche di project management, fino a diventare una pratica comune o meglio, una “forma mentis”, anche per trarre vantaggio reciproco dalle lezioni imparate (lesson learned), dalle migliori pratiche o dagli errori commessi.

 

 

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